Recupero dei dati persi da dispositivi di archiviazione esterni
Hai perso file importanti memorizzati su dispositivi di archiviazione esterni? In questo articolo presentiamo consigli ed indicazioni e tecniche professionali per recuperare con successo i dati da dispositivi di archiviazione esterni. Che si tratti di una pendrive USB, di un disco rigido esterno o di una scheda di memoria, troverai le procedure necessarie per recuperare i tuoi dati.

Tuttavia, le elevate capacità di archiviazione dei sistemi esterni odierni sollevano la questione della sicurezza dei dati. Cosa fare se un componente del tuo sistema di archiviazione esterno si guasta? E se un utente remoto elimina alcuni dei tuoi file? Cosa succede se un aggiornamento pianificato si trasforma in una situazione di perdita dati?
Questo articolo esamina i diversi tipi di sistemi di archiviazione esterni e descrive i metodi per recuperare i dati dalla maggior parte di essi.
Metodo 1. Custodie USB ed eSATA
Il tipo più semplice e comune di storage esterno collegato è la classica custodia USB che ospita un singolo disco rigido. Meno comuni sono le custodie eSATA (SATA esterno), che offrono velocità e funzionalità superiori rispetto alle controparti USB. Ad esempio, le custodie eSATA supportano il protocollo TRIM per SSD, mentre le custodie USB no.
Queste custodie sono disponibili nei formati 2.5” e 3.5”. Le prime sono progettate per ospitare un disco da portatile (o un tipico SSD) e sono normalmente alimentate via USB. Le seconde sono di solito dispositivi fissi alimentati da un alimentatore esterno.
Quando vengono collegate al PC, le custodie USB ed eSATA vengono visualizzate come nuove lettere di unità. Possono essere lette e scritte come normali dischi rigidi, sebbene le custodie USB siano un po’ più lente (a meno che non si utilizzi una custodia USB3 e un PC compatibile).
Se si verifica un problema con i dati, il recupero dei file dal disco contenuto in una custodia USB/eSATA avviene esattamente nello stesso modo del recupero da un disco interno. Usa uno strumento di recupero dati appropriato, seleziona la lettera di unità e premi “Avvia”.
Metodo 2. NAS (Network Attached Storage)
I migliori strumenti per il recupero dati da RAID
Network Attached Storage (NAS) è estremamente diffuso. I dispositivi NAS si collegano tipicamente alla LAN tramite Ethernet o Wi‑Fi, fornendo capacità di archiviazione condivisa a tutti gli utenti della rete domestica o aziendale. I NAS possono essere utilizzati per lo streaming di contenuti, permettendo di ascoltare musica dal proprio iPhone o di guardare video dalla TV.
Per estendere ulteriormente lo spazio disponibile, i dispositivi NAS spesso impiegano più di un singolo disco rigido. All’interno del dispositivo, i dischi multipli sono normalmente configurati come un array RAID — ma non sempre, a seconda del modello di NAS, della sua configurazione e delle impostazioni utente. L’uso di più dischi rende i NAS facilmente aggiornabili ed estendibili: è possibile aggiungere spazio semplicemente inserendo un altro disco nel dispositivo NAS.
I dispositivi NAS possono utilizzare diversi file system. Esistono unità che funzionano su Linux (ad esempio usando FAT o una delle varianti dei file system EXT2/EXT3) e persino su Android.
Il recupero dati da sistemi NAS integri non differisce dal recupero di file da dischi rigidi tradizionali. Assicurati che il NAS sia montato e appaia come lettera di unità sul PC, quindi utilizza uno strumento di recupero dati appropriato per ripristinare file eliminati e recuperare i dati.
Il recupero dati da NAS di tipo RAID guasti è invece una questione completamente diversa.

